Non mi piacciono troppo gli articoli che ti spiegano cosa vedere in un solo giorno in una città. Mi viene da pensare al turismo “mordi e fuggi”, con una lista di cose da vedere e da spuntare.. In questo caso però, noi l’abbiamo fatto perchè faceva parte di un itinerario un po’ “veloce” e allora ve lo racconto: si può gustare Barcellona anche in sole 24 ore!


Durante il nostro itinerario di viaggio tra Francia e Spagna dello scorso giugno, la nostra quarta tappa è stata Barcellona. Dopo aver passato 2 giorni nella splendida Carcassonne, la mattina di sabato 15 giugno riprendiamo la strada verso sud direzione Spagna, ci aspetta il capoluogo della Catalogna!

Entrambi, sia Filippo che io, l’avevamo già visitata in passato, però sono passati veramente tanti anni e la curiosità di rivederla era tanta così l’abbiamo inserita nell’itinerario anche se il tempo a disposizione era veramente striminzito, praticamente soltanto 24 ore. L’hotel prenotato era l’H10 Casanova, in zona centrale vicino alla Cattedrale ed al Passeig de Gracia, dove si trova anche la Casa Battlo di Gaudì. La scelta di questo hotel, nonostante fosse tutt’altro che brutto o scomodo, si è rivelata poco felice, e ne parlo in questo articolo per chi volesse approfondire. In ogni caso, a Barcellona la scelta di alloggi è vastissima, basta prendersi un po’ di tempo per trovare quello giusto (cosa che noi non avevamo).

Arrivati il pomeriggio del sabato, quindi, avevamo esattamente un giorno a disposizione; abbiamo deciso di dedicarlo alla visita di due dei simboli della Barcellona di Gaudì: la Sagrada Familia (che Filippo non aveva ancora visto) e il Park Güell (che invece non avevo visto io), oltre che ad un bel giro per il centro storico della città.

Barcellona: interni e torri della Sagrada Familia.

Barcellona: interni e torri della Sagrada Familia (click per ingrandire).

La basilica della Sagrada Familia.

SABATO POMERIGGIO. Nel tardo pomeriggio quindi saliamo sulla metropolitana LINEA 5 e scendiamo alla fermata Sagrada Familia; ovviamente non abbiamo prenotato i biglietti in anticipo (potete farlo qui) e quindi ci mettiamo in coda sotto il sole cocente, ma la cosa per fortuna si rivela meno faticosa del previsto, in 20 minuti circa riusciamo ad entrare. L’ingresso costa 13 euro, e non comprende la visita e la salita alle torri con l’ascensore, per la cui visita è necessario fare un biglietto cumulativo all’ingresso.

La basilica della Sagrada Familia è stata consacrata soltanto tre anni fa, nel 2010, ed è una costruzione in continuo divenire; ancor oggi, a quasi due secoli dal suo primo concepimento, non può certo considerarsi “terminata”. Lo stupore che mi ha colto all’entrata è stato veramente tanto, perchè quando l’avevo vista l’ultima volta nel 1998 era tutta un’altra cosa, a quel tempo infatti non esisteva ancora nemmeno il tetto e gli interni erano un cantiere a cielo aperto.

barcellona sagrada familia

Entriamo nella basilica e ci sembra di trovarci in una foresta vivente: le colonne sembrano alberi dalle forme più incredibili che si slanciano verso l’alto: anche il soffitto ha forme geometriche floreali, che non hanno soltanto una funzione decorativa ma sono parte integrante di un preciso progetto strutturale della costruzione. Mille riflessi di luce colorata rimbalzano dalle vetrate laterali e fanno sembrare le colonne colorate di verde, di giallo, di arancio, mentre invece tutto l’interno della chiesa è semplicemnete bianco, l’effetto è stupendo. Mi sono piaciuti molto, poi, i simboli dei 4 evangelisti riprodotti in alto sulle 4 colonne intorno al crocefisso che si trova al centro dell’abside, li ho osservati a lungo.

Le parole della preghiera del Padre Nostro scolpite sulla facciata del Portale della Gloria.

Le parole della preghiera del Padre Nostro scolpite sulla facciata del Portale della Gloria.

Per quello che riguarda l’esterno, 3 sono le facciate della basilica: il Portale della Gloria, con le parole della preghiera del Padre Nostro scolpite su pietra in tutte le lingue (iniziato nel 2000 e che verrà inaugurato tra poco), il Portale della Natività (dichiarato Patrimonio dell’Unesco) e il Portale della Passione. Nemmeno la costruzione esterna è terminata: torri e torrette con le tipiche decorazioni moderniste continuano a sbucare ogni dove.

Casa Battlò- Barcellona

Casa Battlò- Barcellona

Terminata la visita della chiesa, ci dirigiamo verso il Passeig de Graca e camminiamo un po’; è qui che si trova la fotografatissima Casa Battlò, la facciata è stupenda, soltanto il disegno dei balconi è un piccolo capolavoro! Anche qui ci sono molte persone ferme ad ammirare, basta sedersi in una delle panchine di fronte per gustarsi con calma tutta questa bellezza. A fianco c’è la non meno bella Casa Amatller, un altro splendido edifico modernista opera dell’architetto Cadafalch.

La danza catalana della Sardana, davanti alla cattedrale di Barcellona.

La danza catalana della Sardana, davanti alla cattedrale di Barcellona.

SABATO SERA. Ceniamo ottimamente in un tapas bar seduti al bancone, poi terminiamo la serata nella piazza della Cattedrale, in cui notiamo che c’è musica e parecchia gente. Visto che ci dimostriamo molto interessati, due simpatiche signore spagnole attaccano bottone con noi ed iniziano a spiegarci che si tratta di una tipica danza catalana di gruppo, detta la Sardana. Non capiamo proprio tutto quello che ci viene detto, ma pare che sia un’importante danza tradizionale con la quale i catalani s’identificano molto.

Park Güell.

DOMENICA MATTINA. Dopo aver consumato un’ottima prima colazione in un bar a fianco dell’hotel, raggiungiamo il Park Güell utilizzando la linea di autobus nr 24 (direzione Carmel): si sale in piazza dell’Università e si scende direttamente davanti all’ingresso secondario del Parco. É molto più comodo rispetto alla metropolitana, perchè la fermata più vicina della metro vi costringerà a fare un bel tratto in salita di circa 20 minuti a piedi per raggiungere l’entrata. Il biglietto è lo stesso di quello della metropolitana. Per ulteriori info su come muoversi a Barcellona è utile consultare il sito dei trasporti pubblici della città TMB.

All'entrata principale del Park Güell, con la Fontana del Drago.

All’entrata principale del Park Güell, con la Fontana del Drago.

L’ingresso al Park Güell è gratuito (diventerà a pagamento a partire dal 25 ottobre 2013) e, mentre il centro di Barcellona a metà mattina della domenica era ancora deserto, qui invece si può incontrare un sacco di gente. Al Park Güell si viene per ammirare il panorama su Barcellona e per passeggiare tra le statue e le costruzioni moderniste che costellano tutto il parco.

All’entrata principale si trova lo scalone monumentale con la Fontana del Drago che porta ad un largo portico di 86 colonne che supportano la famosa terrazza interamente intarsiata di mosaici con vista su Barcellona. Che dire, anche qui il genio modernista di Gaudì si è scatenato, sembra di stare in un enorme e coloratissimo parco giochi in cui le forme più curiose ed astratte si confondono con quelle zoomorfe; bellissime le decorazioni del colonnato e della terrazza, ed anche molti dettagli come le finestre degli edifici all’ingresso.. insomma, la visita del Park Güell è una gioia per gli occhi, oltre che la possibilità di fare una bella passeggiata in mezzo alla natura.

Direzione Valencia: l'ultima tappa del nostro viaggio itinerante in Francia e Spagna.

Direzione Valencia: l’ultima tappa del nostro viaggio itinerante in Francia e Spagna.

DOMENICA POMERIGGIO. Dopo pranzo si ritorna alla fermata dell’autobus per rientrare  in hotel, in giornata dobbiamo raggiungere l’ultima tappa del nostro viaggio: VALENCIA.

Leggi l’intero itinerario e diario di viaggio: Viaggio itinerante tra Francia e Spagna, dalla pianura padana a Valencia e ritorno!