La Martinica è una splendida isola delle Piccole Antille adagiata nel mar dei Caraibi, una destinazione ideale per chi è alla ricerca di mare e natura tutto l’anno, ma anche di un buon livello di sicurezza e di servizi per i viaggiatori.


L’isola fa parte dei Dipartimenti d’Oltremare della Francia, e quindi è a tutti gli effetti un territorio europeo. La moneta è l’euro, la lingua è quella francese, ci sono ottime strutture sanitarie ed il documento richiesto per l’ingresso nel paese è semplicemente la nostra carta d’identità.

Fare un viaggio in Martinica significa quindi anche scoprire un ambiente in cui convivono in un singolare connubio modernità e gusti tipicamente francesi, con il ritmo di vita rilassato dei Caraibi e le tradizioni creole.

Io ci sono stata tre volte dal 2008 ad oggi, ed ogni volta ho potuto scoprirne qualche aspetto nuovo ed angoli nascosti, vorrei quindi suggerire alcuni itinerari per andare alla scoperta delle bellezze dell’isola, ipotizzando che il vostro punto di partenza sia una delle località turistiche della costa sud caraibica (Sainte Anne, Sainte Luce, Diamant).

Le spiagge del Sud.

Questo itinerario si svolge lungo la Presquile de Sainte Anne, alla scoperta delle spiagge più assolate e selvagge dell’isola. Si può compiere in parte in auto ed in parte a piedi, alcune spiagge infatti sono raggiungibili anche percorrendo sentieri sottocosta in mezzo alla natura. Quest’area dell’isola è in parte protetta e non edificabile.

Il paese principale e punto di riferimento è Sainte Anne, con la sua bella spiaggia in cui nuotare in acque tranquillissime. Ideale per le famiglie e per chi vuole pranzare in qualche ristorante o bar sulla spiaggia.

A circa 15 minuti di auto si trova Salines, la spiaggia più famosa (ed affollata) di Martinica, un lungo nastro di sabbia bianca con alto palmeto. Anche qui si possono trovare alcuni chioschi in cui pranzare. Alle spalle della spiaggia si trova una salina, riserva naturale per uccelli marini. Se cercate un poco di tranquillità in più, invece di fermarvi lungo la spiaggia principale, proseguite qualche centinaia di metri oltre il ristorante e troverete Petite Anse de Salines, meno affollata.

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Da Sainte Anne guidando in direzione Cap Chevalier invece ecco che si può raggiungere la splendida Anse Michel, una laguna un po’ ventosa, ideale se volete fare kitesurf o kayak e bagnarvi in acque trasparenti in un contesto naturale intatto. Da qui si può raggiungere anche l’ilet Chevalier in kayak. Se invece preferite raggiungere l’isolotto in barca, svoltate a destra circa 1 km prima di arrivare al parcheggio della spiaggia e troverete l’imbarco. Ad Anse Michel ci sono un chiosco ed un ristorante, ma non si trovano direttamente sulla spiaggia, che rimane molto tranquilla e naturale, bensì lungo il sentiero per raggiungerla. Nella foto: spiaggia di Anse Michel.

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Anse Michel è uno dei punti di passaggio della Trace des Caps, un sentiero naturalistico che unisce le varie spiagge della penisola tra di loro, percorribile unicamente a piedi, immersi nella natura, fino a raggiungere Grande Anse de Macabou. L’itinerario completo parte da Sainte Anne e giunge sino a Vauclin, si percorre in una giornata intera di cammino, ma è possibile naturalmente anche compierne soltanto un tratto più breve. É necessario avendo comunque sempre l’accortezza di portare con sè molta acqua da bere ed un copricapo per proteggersi dal sole, che qui è veramente implacabile. Alcuni punti da cui è possibile partire per la passeggiata parcheggiando la propria auto, sono: il paese di Sainte Anne, la spiaggia di Petit Macabou, Cap Macrè. Nella foto: spiaggia dell’Ilot Chevalier.

L’estremo Nord e la costa Atlantica.

Questo è un bellissimo itinerario da percorrere in una giornata, che vi porterà verso nord alla scoperta della costa atlantica dell’isola, dove le tranquille lagune e spiagge bianche lasciano il posto alle onde impetuose dell’oceano e alle spiagge di sabbia nera vulcanica.

Partite di buon’ora e come prima tappa vi consiglio di fermarvi a Robert, fate un giro per il paese che è molto caratteristico cone le sue case creole. Proseguite poi verso nord facendo tappa alla scenografica spiaggia vulcanica di Anse Charpentier (molto bella anche al tramonto) con la sue onde ed i surfisti, oppure la spiaggia ed il paese di Sainte Marie con le sue barche colorate sulla spiaggia. Man mano che proseguite in auto noterete che il paesaggio diventa sempre più verde e rigoglioso, attraverserete vari paesini costieri fino ad arrivare a Grand’Riviere. Qui la strada s’interrompe e non è possibile proseguire oltre in macchina, soltanto a piedi; vi consiglio perciò di fermarvi a mangiare al Soleil Levant (ristorantino situato poco prima dell’ingresso in paese) in cui si può pranzare in terrazza con una vista magnifica.

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Il paese di Grand’Riviere merita una visita ed una passeggiata, perchè qui sembra veramente di essere ai confini del mondo, con il suo porticciolo frangiflutti, la chiesetta ed il piccolo lungomare. Ritornate poi verso sud o per la medesima strada, oppure percorrendo la strada che attraverso la foresta pluviale, panoramica ed anche un poco impegnativa a suon di tornanti. Scegliendo questa opzione dovrete passare per forza da Fort de France, in cui nell’orario tardo pomeridiano il traffico può essere intenso; quindi mettete in conto che potreste impiegare anche 3 ore da Grand’Riviere per ritornare a Sainte Luce o Diamant. Se invece soggiornate a Sainte Anne mettete in conto altri venti minuti di auto se scgliete questo percorso per il ritorno.

I paesi della costa Caraibica.

Anche questo itinerario è percorribile in una giornata e vi mostrerà i tanti contrasti paesaggistici dell’isola, che anche sulla stessa costa che affaccia sul mar dei Caraibi presenta paesaggi molto diversi tra loro.

Queste differenze (come d’altra parte anche per la costa Atlantica) sono determinate dal fatto che nel nord dell’isola si trova il vulcano Montagne Pelée (ancora attivo), e che perciò tutte le spiagge del nord (sia del versante caraibico che di quello atlantico) sono di sabbia nera vulcanica, mentre quelle del sud sono di sabbia bianca. Decisamente un bellissimo contrasto!

Memoriale dell'Anse Caffard, vicino al paese di Diamant.

Memoriale dell’Anse Caffard, vicino al paese di Diamant.

La vostra prima tappa è Anse d’Arlet; mentre percorrete la litoranea, con la sagoma del Rocher du Diamant che sempre vi accompagna, fermatevi però anche ad ammirare il Memoriale dell’Anse Caffard. 15 enormi statue bianche dalle sembianze umane, situate a pochi chilometri dal paese di Diamant, ci ricordano della tragedia che avvenne in queste acque nel 1830, quando una nave negriera s’inabissò lungo la costa, trascinando con sè nella morte quasi tutti i 300 schiavi incatenati a bordo. Un luogo commovente ed evocativo.

Anse d'Arlet

Anse d’Arlet

Proseguite per Anse d’Arlet, una poesia di villaggio di pescatori con una chiesetta ed un pontile, adagiato in mezzo a verdi colline; qui potete fermarvi per fare il bagno, la spiaggia è bella ed il mare azzurro e digradante. Al largo attorno ad alcuni scogli si può anche fare un po’ di snorkeling. Il posto è talmente tranquillo e bello che non vorrete più andare via, ma se volete rispettare la tabella di marcia dovrete proseguite in direzione nord bypassando l’abitato di Fort de France.

Per il pranzo potete fermarvi alla spiaggia di Carbet, dove c’è un bel ristorantino; qua potete già iniziare a notare le differenze di paesaggio, la sabbia non è più bianca ma grigia e s’intravedono i Pitons, le spettacolari montagne dell’entroterra. Proseguite verso nord verso la cittadina di Sainte Pierre, l’antica capitale dell’isola distrutta un secolo fa dall’eruzione del vulcano, ora di nuovo popolata. Qui potete vedere i resti e le rovine di quella tragica giornata, in cui la lava sommerse l’intera cittadina e tutti i suoi abitanti persero la vita.

La sabbia nerissima dell'Anse Coulevre

La sabbia nerissima dell’Anse Coulevre

Proseguendo ancora verso nord, la strada inizia a farsi sempre più panoramica: tornanti si alternano a piccole spiagge di sabbia nera. Le due più importanti che incontrerete sono l’Anse Ceron, ampia e frequentata soprattutto da famiglie, e l’Anse Coulevre, per la quale dovrete affrontare un ultimo tratto più impegnativo, ma ne vale la pena. Quando finisce la strada, lasciate l’auto nel parcheggio e proseguite a piedi per circa 5 minuti lungo il sentiero, non potete sbagliare. Si passa davanti alle rovine di una casa coloniale e si arriva finalmente a questa piccola e selvaggia insenatura. Qui la sabbia è nerissima, si può fare il bagno ma attenzione alle correnti ed alle onde che possono essere pericolose. Naturalmente mettete in conto che dovrete affrontare anche tutta la strada del ritorno, quindi ripartite per tempo perchè ai Caraibi fa buio presto!

Giardini di Balata

Giardini di Balata

Varianti di questo itinerario:

  • Dopo esservi fermati ad Anse d’Arlet, proseguite per Trois Ilets, qui lasciate la macchina e raggiungete Fort de France con il traghetto, visitate la città. La città è raggiungibile anche con l’auto, ovviamente, ma il traghetto è comodo e frequente e vi eviterà di rimanere imbottigliati nel traffico.
  • Invece di recarvi a Carbet e proseguire per Anse Coulevre, dopo Fort de France imboccate la strada per la Chiesa ed i Giardini botanici di Balata. Questa visita è consigliabile metterla in conto in ogni caso durante la vostra permanenza in Martinica, perchè i giardini sono veramente belli. L’ingresso è a pagamento e la visita può durare circa un’ora e mezza / due ore.
  • Rimanete in zona Anse d’Arlet ed esplorate i dintorni: nel comune ci sono anche i paesini di Grande Anse e Petite Anse, il paesaggio intorno è bellissimo, verdeggiante e collinare. Potete anche raggiungere le due spiagge vicine e gemelle di Anse Dufour ed Anse Noire, poco più a nord di Anse d’Arlet, per una giornata completamente all’insegna del mare. Queste due spiagge in modo particolare meritano di essere viste perchè sono una di sabbia dorata e l’altra di sabbia nera vulcanica, e si trovano proprio l’una a fianco dell’altra, un altro bel contrasto. Un consiglio: per scendere all’Anse Noire c’è da affrontare una lunga scalinata, quindi tenetene conto se avete con voi bambini molto piccoli o persone con problemi fisici. La discesa all’Anse Dufour invece è molto più agevole. Per entrambe le spiagge è necessario lasciare l’auto in un piccolo parcheggio. Ad Anse Dufour potete trovare alcuni ristorantini, ad Anse Noire invece non c’è proprio nulla (solo un piccolo albergo molto rustico); portate quindi da bere e mangiare per conto vostro se intendete fermarvi più a lungo. Nella tranquilla baia si può fare snorkeling e se si è fortunati anche avvistare le tartarughe marine.

Se vuoi approfondire la scoperta della Martinica leggi anche i miei diari di viaggio:

Diario di viaggio in Martinica maggio 2008

Diario di viaggio in Martinica dicembre 2010