A poche settimane ormai dal Natale, vorrei condividere con voi il racconto che mi ha inviato la mia amica Michela dall’isola caraibica della Martinica, luogo in cui lei vive e lavora assieme al marito ormai da diversi anni.


Scopriamo insieme con lei come ci si prepara e come si festeggia il Natale in un’ambientazione decisamente inusuale per noi, abituati a pensare a questa festa unicamente con la neve ed il gelo: tradizioni diverse ma profondamente radicate ed intensamente vissute, esattamente come da noi.

Buone feste a tutti!

E’ quasi Natale, anche qui in Martinica si respira aria di festa. Il Natale è una grande occasione per scandire gioiosamente un anno senza stagioni, per riscoprire e far vivere le tradizioni, un mescolarsi di usanze impregnate di questa cultura franco/creola che si respira sull’isola.

C’è fermento, i preparativi sono cominciati ormai da tempo, le vetrine e i negozi invitano al pensiero di un regalo, quasi come in Europa, sobriamente e senza frenesia, al dolce ritmo dei Caraibi. Le palme e le case si illuminano di addobbi colorati e lucine, qualcuno decora ancora i rami del filao, il nostro pino tropicale, e alcuni quartieri alla sera assomigliano a piccoli presepi arroccati sui mornes, le colline che punteggiano il paesaggio dell’isola.

Il Natale è cominciato già a metà novembre con i primi Chanté Nwel, veri e propri cantici di Natale, accompagnati da pietanze e bevande tradizionali che sono immancabili fino alla tavolata tra parenti e amici del 24 dicembre e alla festa di famiglia del 25 dicembre.

I Chanté Nwel é una tradizione rurale delle campagne francesi sin dal Medio Evo, che qui in Martinica é tutt’ora vivissima e conservata gelosamente. Sono canti d’amore e di speranza,  un mix di testi sacri e profani per lo più in francese e con un ritornello in creolo, raccolti in un libretto che ci si tramanda di generazione in generazione e si riscopre ogni anno come un tesoro prezioso, quasi una Bibbia dei Chanté Nwel. Ci si ritrova a casa di qualcuno tradizionalmente al calare della sera ma nei fine settimana anche durante la giornata, in un momento conviviale aperto a tutti, famigliari, amici e conoscenti, si partecipa semplicemente portando qualcosa da mangiare o da bere e cantando in coro accompagnati dai ritmi dei tamburi, del Gwo Ka, tamburo d’eccellenza in Martinica, dei ti bois (un ramo di bambu su cui si battono ritmicamente dei bastoncini di legno) e dei battiti di mani.

albero-natale-martinicaAscoltando i canti oggi si ritrovano i ritmi del biguine, della mazurka o del valzer creolo e ci si diverte ad ascoltare a volte le simpatiche e audaci improvvisazioni creole. Oggi questa tradizione prettamente privata si apre anche al grande pubblico, con gruppi e spettacoli organizzati, ma mantiene sempre il suo carattere tradizionale. Se siete in Martinica prima del Natale, tendete le orecchie, seguite i tamburi e partecipate a questo scorcio di tradizione!

Dalla tradizione ancestrale alla tradizione culinaria, ecco che le tavole si imbandiscono delle ghiottonerie di Natale. Il piatto tipico è il maiale, cucinato in modi diversi.

si ya pa paté nwel ya pa nwel…diceva ieri sera una signora intervistata alla TV, é vero, se non ci sono i paté di Natale non é Natale !

I paté salé sono dischetti di pasta sfoglia farciti di carne di maiale speziata, cotti sul fuoco nelle tradizioni più vere, serviti insieme ai budins creoles, sanguinacci di maiale speziati, e al jambon di Noël, un delizioso prosciutto affumicato e caramellizzato.

Paté salé - foto di http://recettes-antillaises.skyrock.com/

Paté salé – foto di http://recettes-antillaises.skyrock.com/

Il piatto principale è il ragoût de porc, uno stufato di maiale accompagnato dall’aroma tipicamente natalizio dei pois d’angole (legumi simili a piselli, tipici di Natale, cucinati con carne salata) e dall’igname de Noël (un tubero tipico di questo periodo dell’anno). Gli aromi e i profumi della cucina creola d’antan, quella vera, si diffondono nei quartieri e ci ricordano in ogni momento che è Nwel…

Tutti questi piatti necessitano di una lunga preparazione e anche le bevande non sono improvvisate.

Il ti punch è sostituito dallo Shrubb, un delizioso liquore a base di rum bianco e bucce d’arancia lasciate macerare già dal mese di ottobre, tradizionalmente servito dopo la messa di mezzanotte insieme agli altri liquori speciali di Natale, quali il Punch Coco e il liquore al cacao.

Un’altra specialità natalizia è lo sciroppo di groseilles pays, dal gusto simile al ribes, tratto da un fiore della famiglia degli hibiscus che produce solo in questo periodo dell’anno. Una vera delizia purtroppo conservata solo da poche famiglie, utilizzato anche per la preparazione di marmellate e bevande.

Il pain au beurre au chocolat, una treccia di pasta dolce servita con una salsa di cioccolato, è il dolce tipico di tutte le feste, servito nella tarda serata per addolcire un po’ gli eccessi della festa. La tradizione francese ha introdotto tra i dolci natalizi la tipica buche de Noel, il tronchetto di natale, un rotolo di pasta biscotto farcita con cioccolato e creme.

Questo è il nostro Natale in Martinica, non c’è neve, non c’è camino, ma sotto il sole dei tropici si risente il calore vivo delle tradizioni e degli animi in festa.

Michela & Stéphane

martinicaonline.it