Non scrivo sul blog e non viaggio da un po’ di tempo perchè sono reduce da una marea di problemi familiari e personali. Negli ultimi mesi infatti sono morti entrambi i miei genitori ultranovantenni, ai quali ho fatto da caregiver per più di 9 anni; è stato un periodo molto duro della mia vita, ma adesso che sto iniziando a tirare di nuovo un po’ il fiato ho anche voglia di tornare a pensare alle cose belle e quindi anche ai viaggi. Riflettendo su dove potrei andare come prossima destinazione, mi è venuta voglia di rispolverare la mia filosofia di viaggiatrice, che è poi un po’ anche la mia filosofia di vita.
Cosa fa di un viaggio un successo? Come recita anche il motto stesso di questo blog, l’ultima cosa che m’interessa in un viaggio è che sia “perfetto”, quando invece per molti sinonimo di un viaggio “riuscito” significa che tutte le aspettative non vengano disattese, che tutto sia andato secondo i piani e che si sia riusciti a fare o vedere tutto quello che c’era nella “lista”. A me invece di tutto ciò invece non frega nulla.
Io di “liste” non ne ho. Certo, soprattutto se vado in un posto totalmente nuovo parto con un’idea di quello che vorrei fare/vedere, però quello che m’interessa veramente è che il viaggio sia una bella esperienza in generale, che rispetti le mie esigenze in quanto a comfort e tempistiche, e che contenga anche una buona dose di improvvisazione.
3 errori da non fare, se volete che il vostro viaggio sia un successo:
- Farsi convincere dai “consigli” degli esperti, gli esperti non esistono.
Vi sembrerà strano, detto da una che scrive un blog di viaggi pieno di “consigli”, ma è così. Certo magari chi in quel paese o quella destinazione ha viaggiato prima di voi può raccontarvi la sua esperienza o darvi delle dritte, ma ricordate sempre che voi dovete partire per farvi la vostra, di esperienza. Quindi va bene ascoltare qualcuno che ne sa più di voi ma poi ricordatevi sempre di ragionare con la vostra testa. Anche se uno sembra molto esperto ma vi propone qualcosa che non vi convince, date retta al vostro istinto e cercate altro.
Un classico esempio di queste situazioni sono i viaggi di nozze. Il viaggio di nozze per antonomasia per molti dovrebbe essere in una destinazione di lusso e romantica.. ma chi l’ha detto? io sono andata in Portogallo, per il mio viaggio di nozze, suscitando l’ilarità di molti. Ma la verità è che quello era esattamente il tipo di viaggio che piaceva fare a noi, in libertà on the road. Alla faccia dei resort di lusso in Polinesia.
- Fare paragoni con i viaggi degli altri, soprattutto quelli che vedete sui social.
La quasi totalità degli influencer di viaggi lo fa per lavoro, non per passatempo, impiegando giornate intere solo per farvi vedere esattamente la parte migliore, spesso sponsorizzati da qualche brand. Sembra assurdo, ma nel 2026 ancora tanta gente non lo ha capito, basta leggere i commenti sotto post e reel di questi personaggi. Come fate a viaggiare sempre? Come fate a permettervi l’hotel di lusso dove tutto sembra magico e perfetto? E via di questo passo.
- Prendere per oro colato quello che racconta l’ufficio del turismo.
Al giorno d’oggi i canali ufficiali di una destinazione, soprattutto se molto famosa, fanno esattamente come gli influencer, anzi, lavorano con essi. Vi mostrano solo la parte migliore e spettacolare, i posti più famosi, ma non vi diranno mai quanto è difficile raggiungerli, per esempio, o quanto costa. Sembra tutto bello e facile ma spesso non lo è.

Un esempio? durante il mio viaggio a Panama del 2025 ero veramente molto indecisa se andare in uno dei posti più famosi, dove vanno tutti. Trovatemi infatti qualcuno che sia andato a Panama senza essere andato alle San Blas o a Bocas del Toro, non c’è nessuno (a parte me). Ora, sicuramente questi due posti saranno bellissimi non lo metto in dubbio, ma non erano quello che volevo fare io, inoltre a me sembrava troppo uno sbattimento arrivarci. Eppure mi ero fatta influenzare al punto di essere veramente scettica sul fatto che stessi facendo la scelta giusta, ad andare fino a Panama senza visitare uno di questi due posti. E questo solo perchè ci vanno tutti. Ecco fino a che punto uno può farsi influenzare a furia di stare sui social.
Come riuscire a fare del vostro viaggio un successo (per voi, non per gli altri)
- Assecondate le vostre esigenze
Sembra strano a dirsi, ma molti si affidano ciecamente agli esperti proprio perchè non hanno la minima idea di quello che vogliono (e questo non vale solo per i viaggi ma anche per tante altre cose). Insicurezza e desiderio di omologarsi ormai regnano sovrani. Potreste ritrovarvi per esempio a girare per musei per ore quando non vi interessa per niente, ma che ne so, sei a Parigi bisogna pur andare al Louvre..! Se preferite altre attività perchè non farle, chi se ne frega del museo, fate un giro sugli autobus locali o andate al parco. Sono luoghi a volte molto più interessanti, rispetto a un museo (anche quando il museo è famosissimo).
- Vivetela a modo vostro
Fregatevene di vedere i posti più famosi, fregatevene di postare sui social per fare colpo, fregatevene di quello che penseranno gli altri. Insomma, l’ho già detto? fregatevene 🙂
Cercate sempre di tenere a mente che un viaggio è un’esperienza personale, non è una competizione (cit Nomadic Matt).
Come dev’essere il viaggio per me: Scoperta, Relax e Improvvisazione.
Il viaggio dev’essere un’esperienza di scoperta di qualcosa di nuovo. Questo può essere il monumento famoso o la spiaggia rinomata che finalmente vedete dal vivo e non solo su instagram, ma può essere anche qualcosa di completamente diverso ed inaspettato, come per esempio una situazione in cui vi venite a trovare.
Il viaggio dev’essere anche un momento di svago e relax, per staccare la spina. Soprattuto non può essere un momento di corsa, cacchio siamo già di corsa e in competizione durante tutta la nostra vita, perché farlo anche in vacanza? ma anche no. Non c’è bisogno di fare differenze tra vacanza e viaggio, non ce ne sono di differenze, basta che si tratti di una bella esperienza.
Infine, noi cerchiamo di partire con la giusta predisposizione, che sarebbe poi quella di lasciarsi sorprendere da quello che accadrà, lasciando spazio all’improvvisazione. Credetemi, fare questo in viaggio è un ottimo esercizio per imparare a fare la stessa cosa anche nella vita di tutti i giorni: improvvisare, non solo e sempre programmare. Noi improvvisiamo spesso in viaggio, magari programmiamo sì le tappe di un itinerario ma poi una volta sul posto seguiamo il nostro istinto su quello che ci va di fare.

A questo proposito mi ricordo il viaggio in Australia. Dopo aver corso come dei matti per 2 settimane – era stato tutto bellissimo per carità ma io non ne potevo più – siamo arrivati ad Airlie Beach, dove si trovano le Whitsundays, che eravamo a pezzi. Arrivati la sera dopo un viaggio in macchina di più di 8 ore, già l’indomani mattina avevamo in programma un’escursione di una giornata intera, prenotata e pagata in anticipo, alla spiaggia di Whitehaven in barca, la sveglia era alle 5 del mattino. Abbiamo deciso di non andare, perdendo anche i soldi. E sapete cosa? se non avessimo preso questa decisione non avremmo mai fatto una delle esperienze più belle mai fatte in viaggio. Il giorno seguente, infatti, dopo aver visto levarsi in volo gli elicotteri dal porto di Airlie Beach, abbiamo provato a chiamare per chiedere informazioni, e alla spiaggia di Whitehaven, alle Whitsundays, ci siamo andati in elicottero. É stata un’esperienza memorabile, che non sarebbe mai avvenuta se avessimo seguito a testa bassa il nostro stesso programma e non avessimo rischiato.
Questa è la mia filosofia di viaggio e di vita: niente è perfetto, ma anche il più piccolo momento può trasformarsi in qualcosa di memorabile senza nessun preavviso, basta essere pronti a seguire il vostro istinto.
Venendo ai giorni nostri, come prossimo viaggio penso che sceglierò un posto dove mi posso spaparanzare in un mare da sogno, cosa ne pensate?? 🙂
E voi qual è la vostra filosofia di viaggio (e di vita)?




Cara, so bene cosa tu stia passando. Approvo in pieno la tua filosofia. Quando ero più giovane, viaggiavo diversamente. Con un bimbo, meglio sempre programmare qualcosa, per non essere del tutto impreparati ma, come tu sai, negli ultimi tempi sono davvero molto stanca. Gli ultimi viaggi che ho fatto, alcuni già prenotati da tempo, li ho elaborati solo alcuni giorni prima. E devo dire che improvvisare mi ha dato un sacco di soddisfazione 😀
Ciao cara Laura, ci capiamo sul discorso della stanchezza, sono esperienze nella vita che lasciano un lungo strascico. Io oggi riesco a pensare a un viaggio solo come una vacanza, programmare quasi nulla, poche tappe perchè sono tutte da organizzare e solo il pensare di farlo mi manda in panico, insomma qualcosa che sia il più facile possibile. Spero in futuro che mi torni la voglia o la forza di organizzare di nuovo qualcosa di più complesso e strutturato o di andare più lontano, ma per ora solo brevi viaggi o vacanze tranquille e rassicuranti, un bacio 🙂
Ciao Claudia,
Mi dispiace per il momento difficile che hai passato e spero che ti riprenderai presto.
Io programmo la maggior parte del viaggio, lasciando alcuni giorni liberi per poter improvvisare una volta sul posto.
Nei miei viaggi cerco di affrontare situazioni che mi fanno sentire piccola e inadeguata, che mi rimettano in discussione.
Mi piace incontrare i nativi come in Venezuela (5 giorni con i Warau) e in Kalimantan (9 giorni con i Dayak).
Ti abbraccio,
Elena
Ciao Elena e grazie. Io oggi in viaggio tendo a cercare qualcosa di bello e facile per compensare tutto il resto che è stato, ma in passato la pensavo anche io come te. Sono fasi della vita credo, un abbraccio a te!