Dicembre, tempo di bilanci e di ricordi.

Non é stato un anno facile questo per me, e non é stato certamente un anno di viaggi. Voglio iniziare però a ricordare proprio da un viaggio, alla fine del 2016, Mauritius, da cui sono ritornata serena e contenta. Dopo pochi giorni dal ritorno a casa, avevo anche scritto un post dal titolo: “come ritornare a divertirsi veramente in vacanza”, o qualcosa del genere, perché volevo fermare quel momento di spensieratezza e benessere. In ogni caso, é un articolo che voi non avete letto, perché non l’ho mai pubblicato. É ancora lì, in bozza da un anno.

Gennaio.

Quella spensieratezza se n’è andata in un baleno con i primi giorni del 2017, quando per la mia famiglia é iniziato un brutto delirio.
Dopo aver passato diversi giorni a casa malato, in cui nessuno dei dottori che l’avevano visitato aveva capito niente di cos’avesse, mio padre l’11 gennaio entra in ospedale gravissimo con una doppia polmonite. Mia madre di conseguenza entra in uno stato di shock e stress allucinante, entrambi i miei genitori sono due persone ultraottantenni, le mie sorelle ed io eravamo preoccupatissime.

Passano due settimane di ricovero in cui ne sono successe di tutti i colori (roba da denuncia, ma ve lo risparmio) e finalmente in ospedale sono riusciti a tirarlo fuori dai guai; il 26 gennaio mio padre ritorna a casa, ma in barella.. ancora non si reggeva in piedi. Seguono mesi e mesi di pazienti cure e terapie per cercare di recuperare le forze, e i 12 chili persi in 3 settimane.

Per fortuna lui ha una fibra forte, e noi ci siamo fatte in 4, e lentamente si riprende, ma non era finita lì.

Aprile (e maggio).

A Pasqua é stato il turno della mamma di mio marito. Lei purtroppo soffriva di una malattia molto grave giá da 2 anni e mezzo, aveva giá subito un intervento chirurgico e svariati altri ricoveri. Dopo un mese di agonia in ospedale, non ce l’ha fatta. Il 7 maggio se n’é andata.

Per farla breve, siamo arrivati, Filippo ed io, all’inizio dell’estate, ridotti a due stracci. Metá anno era passato, l’inverno e la primavera, e noi non ce ne eravamo neanche accorti, tanto sempre in ospedale stavamo. Una tristezza e uno sfinimento infiniti.

Giugno.

Mi sono trasferita per passare l’estate nella nostra casa in Liguria, come avevo fatto anche nel 2016; avrei tanto voluto portarmi dietro anche Filippo ma ovviamente a causa del suo lavoro non è stato possibile: dopo la morte della madre, neanche un giorno libero si è preso.

Io invece finalmente ho iniziato a respirare un po’. Ma se mi guardavo indietro mi veniva solo da piangere, metá anno se n’era andato e di positivo non vedevo nulla.

(Lo so, di positivo c’era il fatto che mio padre era guarito, ma vi assicuro che in quel momento vedevo solo tutto nero e basta).

A quel punto, ho deciso di dare una svolta.

Se anche mi sembrava non ci fosse nulla di buono all’orizzonte, forse dovevo smettere di vedere nero e mettercelo io, qualcosa di positivo.

Insomma, dove ti sembra che non ci sia niente di buono, metticelo te qualcosa di buono, no?

Così ho preso l’iniziativa di fare qualcosa per me stessa, riguardo a un problema che mi trascinavo da diversi anni.

Dopo il famoso incidente del 2014 infatti, un po’ per il periodo di forzata inattivitá e un po’ perché mi ero buttata giù di morale, mi ero lasciata andare parecchio ed ero ingrassata 10 kg. Se aggiungiamo che giá ero un po’ in sovrappeso da prima, i kg di troppo diventavano 15. Ero sempre stanca, avevo il colesterolo alto e il fiatone a fare le scale.

Vi sembra una pubblicitá del danacol? ha ha (sdrammatizziamo un po’) ma insomma, era proprio così. Ormai mi vedevo condannata con quel peso lì per sempre e la forma fisica sparita, e il mio medico che insisteva perché iniziassi a prendere delle medicine.

Siccome però io di medicine non ne volevo prendere a me piace ragionare con la mia testa, e dopo aver consultato qualche altro parere importante (cardiologo) ho deciso di comportarmi diversamente.

Quando ho trovato il medico giusto – una dietologia nutrizionista – a metá giugno ho iniziato una dieta ipocalorica e a basso contenuto di colesterolo e purine. Non solo, ho scoperto un sacco di errori che facevo nell’alimentazione e ho cambiato totalmente regime alimentare.

Novembre.

Morale della favola: in 5 mesi ho perso quei 10 kg, un po’ alla volta, senza quasi accorgermene.. non solo, mi é pure passata la voglia di dolci e formaggi, che erano il “piatto forte” della mia alimentazione precedente. Praticamente adesso non mi pesa assolutamente più non mangiare più questo tipo di alimenti, perché non ne sento più la necessitá. Anche le analisi che ho fatto alla fine della dieta hanno confermato che il mio stato di salute generale é migliorato. Insomma, il fiatone per le scale non ce l’ho più, adesso le faccio di corsa! 🙂

Perché l’ho fatto? Dove ho trovato la motivazione?

Semplice: il motivo era che mi sono voluta fare un regalo, quello di tornare al mio (quasi) peso forma. E la motivazione che mi ha spinto é stata questa:

Qualche settimana fa ho compiuto 50 anni.

Ebbene sì, il traguardo dell’etá é stata la molla che mi ha spinto ad agire.

Darsi un traguardo, anche apparentemente “banale” é fondamentale per raggiungere i propri obiettivi.

Quindi, cosa mi ha lasciato e cosa mi ha insegnato questo 2017?

Un anno partito in maniera terribile ma che nonostante tutto alla fine mi ha portato delle nuove consapevolezze, che vorrei fossero il leit-motiv del prossimo decennio, vale a dire quello prima di approdare alla fatidica “terza etá” 😂😂:

  • Bisogna ri-imparare a prendersi cura. Di sé stessi e degli altri. Delle persone, non solo delle cose! Situazioni angosciose a parte, spesso prendermi cura dei miei genitori quando hanno bisogno mi da molte più soddisfazioni piuttosto che stare al computer tutto il giorno.
  • É giusto ascoltare i pareri degli altri, non di tutti.. quelli autorevoli di cui ci fidiamo, ma poi decidere con la propria testa, e basta.
  • Non si vive per sempre (mi rendo conto che questo l’avevo scritto anche due anni fa). Tutte le robe accumulate in vita, le lasciamo lì, non ce ne portiamo dietro neanche una.

Casa di mia suocera – a 7 mesi dalla morte – é ancora lì, con tutta la sua roba dentro come se lei dovesse tornare da un momento all’altro. Nessuno ha il coraggio di metterci mano. Giuro che io mi lascerò dietro il meno possibile, lo giuro.

  • Bisogna ricominciare a nutrire sentimenti positivi, e di fiducia. Personalmente sono rimasta in un turbine di negativitá per anni e questo mi ha portato anche a non fidarmi più di nessuno. La fiducia è una delle merci più rare, ormai. Perciò mentre sono qua che vi scrivo al termine del mio viaggio in Australia (ebbene sì, un viaggio quest’anno alla fine sono riuscita a farlo e anche di quelli grossi! 😉) vi dirò che a casa mia in Italia, con il mio mio gatto c’é una persona estranea che mi sta facendo da house-sitter. L’ho incontrata su TrustedHousitters, e ho deciso di fidarmi a darle le chiavi di casa mia, mentre io partivo per l’altro capo del mondo.

E voi cosa ne pensate? Siete contenti di seguire questa blogger ormai “anziana”.? 😂

Ha ha ha sono sempre io, la solita Mafalda. Solo un po’ più magra. 😄

Buon anno e un abbraccio a tutti voi da Brisbane, Australia!

(La foto é stata scattata a Whitehaven beach, Whitsundays, ma anche di questo vi parlerò al ritorno!)