Saint Lucia è una bella isola dei Caraibi orientali, con una grande varietà di paesaggi e natura, vegetazione lussureggiante e spiagge lambite da un mare cristallino.


Così come la maggior parte delle isole delle Piccole Antille, anche questa è una destinazione ideale per chi desidera coniugare il relax con bel mare e spiagge bianche alla visita di un’interessante entroterra fatto di montagne, foresta tropicale ed una natura mozzafiato.

Relativamente piccola e spesso meta di passaggio per pochi giorni soltanto (o per poche ore, per chi scende da una delle tante navi da crociera che ancorano nel porto di Castries), Saint Lucia viene spesso abbinata nella visita alla vicina Martinica o alle Grenadine; noi invece abbiamo deciso di dedicarle due intere settimane di soggiorno, per le nostre vacanze al caldo dello scorso gennaio.

Prima del diario di viaggio, ecco alcune informazioni per organizzarsi in autonomia come sempre noi amiamo fare.

The Pitons, il simbolo di Saint Lucia

The Pitons, il simbolo di Saint Lucia e sito patrimonio Unesco

Quando andare.

Il clima sta cambiando anche in questa parte del mondo e sempre più spesso si possono verificare più giorni consecutivi di pioggia quasi ininterrotta anche a dicembre e gennaio, durante la stagione secca, come è successo a noi con gli ultimi 3 giorni di vacanza. Climaticamente parlando la stagione migliore dovrebbe essere da febbraio a metà giugno circa; da giugno in poi si entra nella stagione degli uragani (mesi più sconsigliati agosto e settembre).

Come arrivare.

La tratta aerea più comoda dall’Italia (non esistono voli diretti) é quella operata da British Airways, perchè permette di partire da vari aeroporti italiani (noi siamo decollati da Verona). Questa tratta richiede di fare scalo a Londra, pernottando una notte nella capitale inglese, perché il volo intercontinentale per Saint Lucia parte presto dall’aeroporto di Gatwick, alle 10 del mattino successivo, arrivando a destinazione alle 15 circa ora locale.

La seconda opzione é quella di volare invece direttamente a Miami e poi da lì prendere un volo per Vieux Fort Hewanorra (l’aeroporto internazionale) oppure per Vigie, l’aeroporto per i voli domestici interni ai Caraibi dell’isola. American Airlines può operare l’intera tratta da Milano Malpensa con volo diretto su Miami, e successiva coincidenza per Saint Lucia. Oppure si può volare da Roma (sempre diretto) su Miami con Alitalia, ma in questo caso non é possibile effettuare voli in codeshare.

ll costo del biglietto con 1 solo scalo raramente scende al di sotto dei 700 euro a testa in periodi di alta stagione, se siete disposti a fare uno scalo in più potreste trovare prezzi inferiori.

Un’altra alternativa – se magari volete abbinare più isole al viaggio – è quella di volare con AirFrance su Martinica, e da qui raggiungere Saint Lucia con un volo della Liat oppure dell’Air Antilles, oppure con una corsa in traghetto dell’Express des Iles che impiega 1 ora e mezza circa da Fort de France a Castries.

Ricordatevi che se decidete di fare scalo negli Stati Uniti dovrete premunirvi per tempo con il visto (ESTA).

Dove soggiornare.

Le località di maggior interesse turistico si trovano sul versante caraibico dell’isola, perchè qui il  mare è sempre calmo e cristallino e le belle spiagge sono facilmente balneabili. Il versante atlantico di Saint Lucia è altrettanto bello ma è difficile trovare spiagge adatte alla balneazione. L’area a nord di Castries – la capitale – di Gros Islet, Cap Estate, e Rodney Bay è molto ben attrezzata per il turismo.. anche troppo direi. Hotels e resort colonizzano ogni baia e spiaggia, non esistono spiagge deserte e selvagge, almeno noi non le abbiamo trovate.

A sud di Castries, invece, le localitá di interesse sono Marigot Bay e Soufriére, il paese ai piedi dei meravigliosi Pitons, i due coni vulcanici patrimonio Unesco, il simbolo e la più importante attrazione di Saint Lucia.

Pigeon Island, una dei più bei panorami di Saint Lucia

Pigeon Island, una dei più bei panorami di Saint Lucia

Le costruzioni alberghiere sono di gusto e rispettano il paesaggio, la maggior parte con bungalow vicini al mare, la maggior parte però hanno prezzi assolutamente folli, molto meglio cercare qualche residence con appartamenti, non ce ne sono moltissimi quindi il mio consiglio è di muoversi per tempo soprattutto per chi – ahimè – è costretto a viaggiare in alta stagione. Altrimenti ci sono le ville private che sono bellissime, ma che possono avere un senso solo se siete in tanti a dividere la spesa, perchè di solito sono molto grandi e lussuose, e costano un botto pure loro.

Noi abbiamo soggiornato a Cap Estate in questa casa privata prenotata su HomeAway, un appartamento in villa, con piscina e giardino.

dove dormire saint lucia

Una casa privata, magari con giardino e piscina, il modo migliore per soggiornare a Saint Lucia

Se invece intendete andare in bassa stagione, potreste anche prenotare solo un paio di notti dall’Italia e poi vedere cosa trovate sul posto; ho visto in loco i prezzi esposti di hotels le cui camere sul proprio sito o su siti di booking online costavano più del doppio.

Come spostarsi sull’isola.

Le possibilità sono tre: auto a noleggio, taxi, autobus.

Esiste un’unica strada a veloce percorrenza, ed è quella che dall’aeroporto internazionale – sul  versante atlantico – va verso nord. La stessa strada compie anche il periplo dell’isola da sud, attraversando i paesi di Soufriére e la capitale Castries. Questa strada è ben tenuta, quelle secondarie molto meno, quindi è consigliabile per spostarsi il noleggio di un 4×4, se intendete affittare l’auto e muovervi in maniera autonoma.

Il costo di un auto a noleggio a 4 ruote motrici (tipo Terios) può venire ad incidere molto sul budget del viaggio, perchè si aggira attorno ai 48 euro al giorno. In alternativa potete chiedere ad un tassista di accompagnarvi per l’intera giornata, i taxi si possono trovare ovunque nelle località più frequentate. Esistono anche delle corse pubbliche di bus effettuate con dei minivan, e sono estremamente a buon mercato, ma non ho idea se coprano tutte le zone dell’isola o solo quelle più frequentate.

Per guidare è necessaria la patente internazionale, se non la possedete dovrete acquistare un permesso temporaneo di guida per circa 20 USD, che viene rilasciato dagli autonoleggi o dalla polizia locale.

Il tempo di percorrenza dall’aeroporto internazionale a Cap Estate (la località più a nord dell’isola) è di circa 1 ora e mezza in orario di punta, costo della corsa in taxi: 60 USD.

I piccoli ristorantini senza pretese sono molto meglio di quelli costosi dei resort

I piccoli ristorantini senza pretese sono molto meglio di quelli costosi dei resort

Dove mangiare e fare acquisti.

I ristoranti degli hotel spesso sono aperti anche ai non clienti, ma sono molto costosi. Molto spesso sulla stessa spiaggia, magari poche decine di metri più in là, potrete trovare bars e ristorantini gestiti dalla gente del posto, in cui mangiare bene e spendere la metà.  Noi con l’equivalente di 30 euro mangiavamo in due con un piatto unico a base di pesce o carne, con riso e verdure, ed un paio di bibite a testa.

Se disponete di un alloggio con cucina, troverete supermercati ben forniti di due distinte catene (Super J e Glace) nei maggiori centri turistici; a Rodney Bay c’è addirittura un Mall in stile americano, e tanti negozi, bar e locali più o meno per turisti.

Se volete fare acquisti un minimo originali, recatevi al Mercato di Castries, oppure acquistate qualcosa dagli artigiani che fanno gli ambulanti sulle spiagge, o presso le baracchine che vendono banane e prodotti enogastronomici (rhum, marmellate etc) che troverete a bordo strada nelle zone dei bananeti, a sud di Castries.

La moneta è il Dollaro dei Caraibi Orientali (East Caribbean Dollar, XCD), che in pratica non ha nessun valore 🙁 infatti ovunque sono accettati dollari americani, sterline inglesi ed anche gli euro. La moneta gode comunque di un cambio fisso con il dollaro americano.

Nei negozi e supermercati i prezzi esposti sono in XCD, mentre se volete pagare un tour, un noleggio auto o qualche altro servizio, vi diranno prima il prezzo in USD, ma potrete pagare come preferite. La carte di credito sono accettate prevalentemente preso autonoleggi, supermercati e ristoranti degli hotel, per tutto il resto è meglio avere i contanti. Prelevare dagli sportelli automatici è la migliore soluzione, le banche non mancano di certo a Saint Lucia! 🙂

la spiaggia di Rodney Bay

la spiaggia di Rodney Bay

Andare in spiaggia.

Le spiagge a Saint Lucia non sono molte, e, come ho detto prima, sono occupate dai resort. Questo però non significa che non vi si possa accedere, i litorali infatti sono tutti demanio pubblico. Se volete recarvi in una determinata spiaggia, la cui unica strada di accesso sia quella di un hotel, chiedete il permesso all’ingresso, ve lo accorderanno sempre, ma non potrete usufruire dei servizi come sdraio o docce, che ovviamente sono riservate solo agli ospiti.

Su quasi tutte le spiagge, che non siano interamente occupate da un albergo, qualcuno vi offrirà il noleggio di un lettino, a volte anche un ombrellone, con costi abbordabili (4-5 dollari al giorno per un lettino, spesso un po’ scassato). Questa però è una cosa che non mi è piaciuta affatto dell’isola, a bordo spiaggia infatti ai Caraibi io sono abituata a mettermi all’ombra di una palma e stendermi direttamente sulla sabbia, sulle spiagge di Saint Lucia invece di palme ce ne sono poche, hanno fatto spazio ai resort e ai lettini per i turisti.

Per trovare qualche tratto di spiaggia libera e più naturale (ma spesso anche un po’ peggio tenuta) è necessario allontanarsi dalle aree occupate dagli alberghi.

Sicurezza, salute e stile di vita locale.

Saint Lucia è uno Stato indipendente, facente parte del Commonwealth, il capo di Stato riconosciuto è la Regina d’Inghilterra; nel corso dei secoli è stata per 7 volte una colonia francese, e per altrettante volte inglese. Per questo sull’isola si parlano entrambe le lingue, oltre ai dialetti locali, anche se quella ufficiale è l’inglese. La gente del posto scherza molto su questo fatto che inglesi e francesi se la litigassero in continuazione 🙂

Il paese di Soufrière ai piedi dei Pitons

Il paese di Soufrière ai piedi dei Pitons

Si tratta di un’isola in cui le differenze sociali sono molto marcate; appena fuori dai centri turistici dove tutto sembra bello, si possono incontrare paesini molto belli ma che ci sono sembrati anche molto poveri, dove il turismo non è ancora arrivato, come per esempio Anse La Raye. Durante la vostra permanenza sull’isola, non passerà secondo senza che qualcuno, adulto o bambino, non vi attacchi la pezza per vendervi oppure ottenere qualcosa da voi.

Per quel che riguarda la sicurezza, è bene non lasciare incustoditi oggetti sulla spiaggia, o in auto, come in molti altri paesi; purtroppo amici che sono stati sull’isola poco prima di noi sono stati derubati di soldi e anche documenti su una spiaggia un po’ isolata. Noi però non abbiamo mai avuto la sensazione di non essere al sicuro, anzi, ci è sembrata un posto veramente tranquillo, ma c’è da dire che siamo stati sempre molto attenti.

Sull’isola non esistono ospedali pubblici, c’è una clinica privata a Castries, per motivi gravi di salute si viene trasferiti nella vicina Martinica, che vanta strutture sanitarie di prim’ordine. Ci sono anche poche farmacie sull’isola, i supermercati però in genere hanno un settore farmaci al proprio interno, un po’ come alle Bahamas.

Vietato partire senza l’assicurazione di viaggio, che ve lo dico a fare.  

Le persone del luogo sono molto amichevoli e alla mano

Le persone del luogo sono in genere amichevoli e alla mano

Le persone sono molto aperte e friendly, non come certi musoni in Martinica e Guadalupa he he 🙂  ma non abbiamo capito bene se per il motivo per cui sopra – perchè vogliono a tutti i costi qualcosa da te – o se perchè effettivamengte si tratta di una popolazione particolarmente cordiale. Probabilmente una via di mezzo. Di sicuro, hanno bisogno del turista perchè altre fonti di sussistenza non ne hanno, a parte qualche piantagione di banane, ed essendo uno Stato indipendente non hanno aiuti da parte di nessuno; il turismo è la loro unica fonte di sostentamento (se escludiamo il credito off-shore, ma questa è un’altra storia) 🙂

Il Sito ufficiale del Turismo di Saint Lucia è StLuciaNow e purtroppo non dà molte informazioni se non quelle più turistiche, vi consiglio invece di visitare il sito in lingua italiana Stlucia.it, curato dagli stessi autori di martinicaonline.

Per cosa vedere, i luoghi da visitare, le spiagge più belle e il diario di viaggio.. STAY TUNED!

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