Il nostro itinerario on the road di 2 settimane del febbraio 2025 a Panama è stato un po’ fuori dagli schemi perchè non ha incluso nessuna delle destinazioni più famose di Panama (a parte la capitale); in questo articolo descriverò sia come si è svolto questo itinerario, con i suoi pro e contro, sia le varianti possibili che avevamo preso in considerazione, perchè fino all’ultimo eravamo veramente molto indecisi su cosa valesse la pena di vedere a Panama.
Due sono stati i fattori che hanno reso questo viaggio on the road a Panama più difficoltoso del previsto, sia nell’organizzazione preventiva sia sul posto:
- la carenza di informazioni che non ho trovato sul web riguardo alle destinazioni che intendevo visitare (a parte Panama City)
- l’intensità del traffico stradale che spesso ci ha reso la lunghezza degli spostamenti un’incognita
Quali sono le difficoltà organizzative di un viaggio a Panama on the road?
In generale, la cosa più importante da prendere in considerazione nell’organizzazione di un viaggio fai da te on the road a Panama è la logistica degli spostamenti che deve tenere conto dei seguenti fattori:
- esiste una sola strada principale che va da est a ovest a Panama, la strada nr 1 Panamericana; percorrendola, una volta arrivati al confine con il Costarica è necessario tornare indietro per la stessa strada, non esistono infatti strade diverse da percorrere ad anello per rientrare a Panama City
- gli spostamenti possono essere molto più lunghi di quello che ti dice google map a causa del traffico sulla Panamericana che può essere importante
- se volete visitare le località più lontane dalla capitale (come Boquete, Bocas del Toro) invece di passare giornate intere nel traffico, prendete in considerazione anche la possibilità di prevedere uno spostamento in aereo verso la città di David, per poi magari noleggiare un’auto da lì
La nostra idea di itinerario a Panama
La mia idea era di vedere oltre alla capitale una località dell’entroterra, una sulla costa dei Caraibi e qualcosa del Pacifico, insomma le 4 anime diverse del paese, senza però fare spostamenti troppo lunghi, e questa idea di partenza è sicuramente molto buona. Ma vediamo nel dettaglio il nostro itinerario:
- 1 tappa Panama City, il punto di arrivo nel paese
- 2 tappa Portobelo e la costa caraibica
- 3 tappa l’entroterra a El Valle de Anton
- 4 tappa la costa del Pacifico
Abbiamo escluso dal nostro itinerario le isole e gli arcipelaghi per questi motivi:
- San Blas non si può fare in autonomia, ma bisogna appoggiarsi ad un tour operator o agenzia locale, inoltre le sistemazioni in loco sembravano molto spartane e questo non ci andava molto a genio
- Bocas del Toro mi sembrava troppo lontana e anche molto turistica, di fare tanta strada per ritrovarmi in una giostra per turisti seppur molto bella non ne avevo nessuna voglia
1 – Panama City
La città è il punto di ingresso nel paese per qualsiasi viaggio a Panama, e ci è piaciuta molto per due motivi:
- ha sia una parte antica (il Casco Antiguo e Panama Viejo) che una moderna entrambe molto interessanti
- permette di fare molte escursioni in giornata nei dintorni con spostamenti al massimo di 2 ore.
A Panama City siamo rimasti 5 notti, alloggiando in questo ottimo appartamento situato al 23esimo piano di un grattacielo di 75 nel quartiere di Marbella, proprio sul lungomare della Cinta Costera. Nei 4 giorni che siamo rimasti in città, abbiamo visitato il Canale di Panama, il Casco Antiguo, il sito archeologico di Panama Viejo ed infine abbiamo fatto un’escursione a piedi in uno dei parchi vicini alla città, il Metropolitan Park.
Dalla capitale in giornata sono tante altre le escursioni che si possono fare: visitare il Soberania National Park, la foresta tropicale di Gamboa, le chiuse di Agua Clara a Colon, e fare delle escursioni in giornata in mare, come per esempio Isla Taboga in catamarano oppure l’arcipelago di Las Perlas che è servito da un traghetto di linea pubblico.
Insomma, volendo ce n’è da fare e da divertirsi anche per una settimana intera, facendo base in città e quindi senza la necessità di fare armi e bagagli per spostarsi continuamente da qualche altra parte.
Quindi col senno di poi Panama City ci è piaciuta molto ma sarei rimasta qualche giorno in più per fare più escursioni.
2 – Portobelo e la costa dei Caraibi
Questa tappa avrebbe dovuto essere quella in cui fare qualche giornata di spiaggia e mare, oltre che visitare il paese di Portobelo che ha un Forte del 1700 patrimonio Unesco ed una chiesa particolare in cui si venera una statua di Cristo Negro. Il paese è molto bello, con le tipiche case colorate caraibiche e vale la pena di esser visto ma si può benissmo visitare anche in giornata da Panama City, da cui dista circa 1 ora e mezza in auto.
Avevamo previsto di rimanere in zona 4 notti perchè avevo individuato su google maps diverse spiagge che sembravano belle; informazioni un po’ più specifiche però non le avevo trovate. L’host presso il quale avevamo prenotato un appartamento in località Josè Pobre, a circa mezz’ora da Portobelo, ci aveva solo detto che il posto era “molto remoto”.
Ora, molto remoto può significare molte cose, molto remoto era per esempio El Cuyo in Messico, ma almeno in questo paese c’erano un paio di ristoranti, una piazza e delle strade. Lì no, non c’era nemmeno una strada, e non c’erano spiagge raggiungibili autonomamente, se non con delle lance o barche di pescatori. Inoltre c’era sì una bellissima foresta tropicale tipo Jurassic Park, dove però non siamo riusciti ad avvistare nessun tipo di animale (nell’annuncio della casa c’erano foto di scimmie, uccelli e bradipi).
Il mare inoltre era sì davanti alla casa ma il litorale era tutto di mangrovie e non era adatto alla balnezione, magari ad andare in barca o kayak sì, ma non era quello che faceva per noi. In zona ci sono anche un paio di isolette al largo (Isla Mamey e Isla Grande) ma si raggiungono sempre con queste lance e barchette di pescatori che a me non piacevano per niente, non mi davano un senso di sicurezza (dopo il mio incidente del 2014 ci penso due volte prima di mettere piede in una barca scassata), quindi abbiamo iniziato a capire che quello forse non era il posto che faceva per noi.
Morale della favola: era un po’ troppo “fuori dalla zona di comfort” per noi, e dopo 2 notti siamo venuti via perchè non ci sentivamo a nostro agio.
Dove dormire: per le due notti che ci erano rimaste scoperte siamo andati in un resort vicino a Colon su quella che sembrava una favolosa spiaggia bianca “caraibica”, una volta sul posto però ci siamo resi conto che eravamo finiti in un compound di appartamenti di lusso, costruiti distruggendo un tratto di litorale, sradicando la mangrovia e portando della sabbia bianca in stile appunto “caraibico” da non so dove. Ci siamo quindi sì fatti due giorni di bagni in mare e preso il sole, ma in un posto finto costruito distruggendo la natura., mamma mia che tristezza. Il posto si chiama Playa Escondida, l’appartamento in sè era bello ed era questo, ve lo dico giusto per informazione ma non consiglierei di andarci.
Invece in località Josè Pobre abbiamo dormito le prime due notti in questo appartamento, all’interno di una casa privata, che era sì bello e confortevole, ma ripeto debbono piacervi i posti molto isolati e per arrivarci serve un 4X4 altrimenti rischiate di danneggiare la macchina, perché non esiste una strada asfaltata.
3 – El Valle de Anton
El Valle de Anton è stata la nostra terza tappa, su questa località al contrario delle altre avevo trovato un buon numero di informazioni (non in lingua italiana però) e quindi le cose sono andate più come ci aspettavamo. Mentre ci trasferivamo da Playa Escondida a El Valle abbiamo visitato il Santuario dei Bradipi a Gamboa, all’interno della riserva privata del Gamboa Rainforest Reserve Hotel, un hotel molto bello in mezzo alla foresta tropicale che organizza attività escursionistiche nella foresta e sul fiume, sia per clienti dell’hotel che non clienti. Questa località si trova ad appena 40 minuti di auto da Panama City, e ci sono innumerevoli escursioni organizzate a cui si può prendere parte.

Ma veniamo a El Valle de Anton, un piccolo paese a 600 mt di altitudine, situata a circa 3 ore di auto da Panama City, la cui caratteristica principale è quella di sorgere all’interno del cratere di un antico vulcano estinto. Si tratta di una località turistica piuttosto nota tra i panamanesi ed infatti il paese è un gioiellino, curatissimo e pulito, sembrava quasi di stare in Svizzera con le montagne sullo sfondo 🙂 Costituisce la base per fare molte escursioni nella natura di vario grado di difficoltà, trekking e cascate. Noi siamo rimasti solo 3 notti ma sarei stata volentieri qualche notte in più.
Alternativamente, se volete fare una tappa nell’entroterra verde e lussureggiante di Panama, l’altra località molto più famosa a Panama, oltre ad El Valle, è Boquete, che però si trova molto più lontano a circa 7/8 ore da Panama City, motivo per cui abbiamo optato per visitare El Valle.
Dove dormire a El valle de Anton: abbiamo dormito 3 notti in questo cottage, all’interno della proprietà di un privato, carino e molto bella l’ambientazione ma molto basic. In paese ci sono molte altre soluzioni di alloggio in piccoli hotel e bed and breakfast, come per esempio il Golden Frog Inn con piscina, o il Casa Morada, una guesthouse a 4 stelle.
4 – La costa del Pacifico di Panama
Come ultima tappa abbiamo scelto una località sulla costa del Pacifico non troppo lontana dall’aeroporto internazionale (2 ore circa). Il tratto di mare è quello tra Playa Coronado e Rio Hato, e anche qui – purtroppo – siamo finiti in una sorta di compound di appartamenti di lusso sulla spiaggia. Dico purtroppo perchè non ho trovato altre soluzioni che fossero appartamenti come volevamo noi. C’era qualche piccolo hotel e bed and breakfast ma altrimenti in questa zona sono tutte strutture simili a questa, molto probabilmente per la stessa ragione di Playa Escondida: la vicinanza a Panama City. Qua infatti vengono i panamensi benestanti nel weekend, e qualche americano.
Per trovare piccole strutture più carine e probabilmente anche un’atmosfera diversa sarebbe stato sicuramente meglio allontanarsi di più dalla capitale verso località come Santa Catalina o Las Lajas, il problema però per noi era l’eccessiva lontananza da Panama City (5/6 ore di auto, sempre dando retta a google maps, che col traffico della Panamericana rischiavano di diventare molte di più). Questo significava passare due giorni in macchina per andare e tornare da questi posti, senza nessuna garanzia che fossero meglio di altri (data la mancanza di informazioni reperibili appunto).
Quindi fare un on the road per noi va bene, ma passare tutto il tempo seduti in macchina anche no, abbiamo cercato una via di mezzo.



Le spiagge tra Playa Colorado e Rio Hato sono di sabbia bianca mista a sabbia nera vulcanica, il mare è bello anche se a volte mosso, si tratta sicuramente di una bella zona costiera su questo non c’è dubbio. Ci siamo rilassati per qualche giorno tra spiaggia e piscine del resort prima di rientrare in Italia ma avrei preferito una località nelle cui vicinanze ci fosse anche qualcosa di interessante da vedere. Insomma, a me la vita da resort proprio non mi aggrada c’è poco da fare.
Dove dormire: Il posto in cui abbiamo soggiornato si chiama Punta Caelo, nella località di San Carlos, e l’appartamento in cui abbiamo alloggiato è questo, se volete fare qualche giorno di relax ve lo consiglio, la parte comune con le piscine è molto bella ed è tutto circondato dalla foresta tropicale. Nella vicina Rio Hato, sulla spiaggia di Santa Clara, avevo anche adocchiato questo bed and breakfast, ma purtroppo non c’era posto per le nostre date.
Varianti possibili di itinerario
Per visitare Panama più in lungo ed in largo evitando di passare troppe ore alla guida, l’unica alternativa è prendere un volo interno per la città di David, e da lì noleggiare una macchina magari one way rientrando verso Panama City. Questa però è un’opzione più costosa sia per la riconsegna dell’auto in una location diversa, sia per il costo del volo interno.
L’itinerario poteva quindi esser suddiviso così:
- 1 settimana a Panama City con escursioni nelle vicinanze +
- 1 settimana on the road da David di ritorno verso Panama City.
L’altra possibilità per fare un po’ di mare decente, era di fare 3 tappe, inserendo nell’itinerario, dopo Panama City e prima di El valle de Anton, una tappa intermedia nell’arcipelago de Las Perlas. Questo infatti è il più abbordabile in fai da te dei 3 arcipelaghi di Panama perchè è servito da un traghetto di linea e si trova abbastanza vicino alla capitale. Le isole principali sono Isla Contadora e Isla Saboga, dove si trovano belle spiagge, piccole strutture ricettive come hotel e guesthouse, raggiungibili con il traghetto che si può prenotare qui, con partenza dal molo di Causeway Amador.
Conclusioni
Le due tappe di Panama City e El Valle de Anton ci sono piaciute molto di più del previsto, quindi non oso immaginare quanto sarebbe potuto essere bello il viaggio nel suo totale se anche le altre due tappe fossero state un po’ più azzeccate per noi.
I due aspetti negativi di questo viaggio per noi sono quindi stati:
- La zona di Josè Pobre e Portobelo che non era adatta per fare qualche giorno di spiaggia come ci aspettavamo per le nostre esigenze. Ci tengo peró a sottolineare il fatto che se non avete problemi o addirittura vi piace l’idea di girare con le barchette dei pescatori e per villaggi un po’ sperduti quella della zona di Portobelo potrebbe addirittura diventare la parte più interessante del viaggio.. anche perchè la zona naturalisticamente parlando è molto bella, si tratta in definitiva di una questione di punti di vista, come per molte altre cose nella vita. 🙂
- Ed infine, i soldi spesi in totale sono stati troppi, in rapporto a quello che abbiamo avuto. Per farvi capire, per questo viaggio a Panama abbiamo speso la stessa cifra del nostro viaggio del 2017 nel Queensland, in cui però eravamo stati via ben 4 settimane, e non solo 2, sempre volando in Business Class. Fare viaggi intercontinentali non è più come prima del 2020, le cose sono purtroppo molto cambiate negli ultimi anni.







