Cambio vitaPensieri di una viaggiatrice

Cambiare vita a 50 anni? Si puó e si deve fare!

Ebbene sì, i 50 sono uno spartiacque tremendo – lo scrivevo anche in questo articolo – perchè è a questa età, diciamo tra i 50 e i 60, che si sperimentano alcune delle sfide più considerevoli della vita, almeno per quello che mi è stato dato di comprendere fino ad ora che di anni ne ho 57.

È in questa fascia di età infatti secondo me che – in maniera più o meno consapevole – si prendono le decisioni più importanti per quello che riguarda il futuro a cui andremo incontro, la terza fase della vita, dopo la giovinezza e quella adulta, cosiddetta della terza età.

Il bello peró è che di queste decisioni di “prepararsi ad avere 87 anni”, come diceva una mia amica, che riguardano soprattutto la salute e il nostro benessere presente e futuro, molto spesso non si è pienamente consapevoli. Non ci rendiamo conto cioè che prendendo determinate strade ci stiamo anche preparando un certo tipo di futuro piuttosto che un altro.

Arrivare ad 70/80 anni stando bene non è una questione di colpo di culo, o almeno lo è soltanto in parte; una parte importante del processo dipende anche da noi, e tutto comincia quando prendiamo determinate decisioni che di solito capitano appunto fra i 50 e i 60 anni di età.

Si comincia con l’accorgersi di essere un po’ più ammaccati, spuntano acciacchi qua e là, siamo più preoccupati per la nostra salute e si corre dal medico sempre più spesso. Con la naturale conseguenza che il medico in questione cosa fa? prescrive farmaci ovviamente, “tanto tutti li prendono a 50 anni”, senza renderci conto a sufficienza che così facendo probabilmente ce li porteremo dietro per il resto della vita. Pastiglie per la pressione alta, colesterolo alto, dolori vari e i meno fortunati anche diabete e compagnia bella.

Ma la domanda è: tutte queste sfighe di salute capitano da fuori oppure per una buona parte ce le creiamo noi stessi? poco consapevoli magari del fatto che da una certa età in poi il nostro fisico inizia a funzionare diversamente e avrebbe bisogno di maggiori attenzioni?

Attenzioni che dovrebbero tradursi in:

  • Dormire/riposare di più
  • Lavorare di meno
  • Fare più attenzione all’alimentazione
  • Muoversi di più
  • Incazzarsi di meno
  • Coltivare rapporti ed amicizie, non isolarsi

Invece noi cosa facciamo?

Continuiamo a mangiare male e di fretta perchè siamo abituati così, dormiamo poco perchè è una perdita di tempo, non facciamo attività fisica perchè non abbiamo tempo o ci sembra di affaticarci subito e quindi siamo stanchi e andiamo a letto 🙁 (giuro che questo è stato il mio schema per decenni, sono affaticata vado a letto invece che a fare una passeggiata).

A volte poi tutto questo dipende anche, oltre che da da una pigrizia personale, dall’essere effettivamente oberati di impegni più che mai:

  • Lavoro che ancora non ti permette di rallentare perchè si va in pensione sempre più in là;
  • Figli che non sono ancora autonomi abbastanza per andarsene per i fatti loro (o non vogliono farlo);
  • Genitori anziani che non sono più autosufficienti come prima e richiedono aiuto ed attenzione (e qui potremmo aprire una parentesi dal titolo il peggior incubo dei cinquantenni)

Insomma noi non siamo più i giovani trentenni scattanti e performanti di una volta, ma gli impegni non solo non diminuiscono ma AUMENTANO!!

Va da sè quindi che tempo per fare sport non ce l’hai e che mangi quello che ti capita nel frigo, con la differenza peró che a trentanni digerisci anche le pietre a 50 no, e che a 30 sei più o meno sveglio anche dopo una notte con poche ore di sonno mentre a 50 sei morto, soprattutto se mica l’hai passata in disco a divertirti ma bensì ad assistere tua madre malata (in realtà l’unico buon motivo per passare una notte in bianco è determinato dal prendere un aereo con un considerevole fuso orario hahahah).

claudia
Davanti all’ingresso della mia guesthouse

Cambiare vita a 50 anni cosa vuol dire

Puó voler dire tante cose diverse.

Chi può addirittura si reinventa un nuovo mestiere più adatto a quello che sei in quel momento lì, è quello che ho fatto anche io qualche anno fa quando sono passata dal fare la grafica sempre seduta davanti a un pc a spremermi le meningi, a gestire un affittacamere ed avere a che fare con ospiti che vanno e vengono, due stili di vita credetemi completamente diversi. Quello che faccio adesso mi permette di lavorare 6/7 mesi l’anno, invece che 11, guadagnando più o meno uguale, e passando molto più tempo all’aria aperta (la mia casa in Liguria ha un grande giardino) invece che chiusa dentro una stanza seduta tutto il giorno.

liguria mare
nell’intervallo tra un ospite e l’altro io vado a farmi il bagno a mare!!

Ovviamente non tutti possono fare una cosa simile alla mia, ma il concetto che ci sta alla base dovrebbe essere lo stesso: a 50 anni dovresti renderti conto che non puoi più fare le stesse cose che facevi a 30 o 40, non hai più la stessa freschezza mentale, ti stanchi prima e lasciatemelo dire non ne hai nemmeno più voglia. A me un tempo piaceva molto fare la grafica e la webdesigner peró dopo 30 anni basta non ne potevo più!!

Purtroppo per come funziona l’uscita dal mondo del lavoro oggi in Italia non esiste nessuna agevolazione del tipo: gli ultimi 5 anni faccio un part time magari insegnando e passando le mie conoscenze alle giovani leve.. no nada, devi lavorare sempre uguale fino all’ultimo giorno finchè arriva lo stop totale. Il fatidico giorno del pensionamento.

E dopo cosa succede?

Se non ti sei preparato adeguatamente DA PRIMA organizzandoti una vita diversa e cercando di stare in salute (che non significa ingoiare delle pillole), puó succedere una cosa sola: TI AMMALI.

Volete questo?

Io penso di no.

Prepararsi ad avere 87 anni..

… significa quindi essere consapevoli che le decisioni che inizi a prendere e consolidare in questa fase della vita probabilmente te le porterai dietro per sempre, nel bene e nel male.

Hai il colesterolo alto? Invece che provare a cambiare alimentazione giù di pasticche. Che poi alto.. appena ce l’hai sopra ai 200 iniziano a romperti l’anima..

Pressione un po’ alta? Invece che fare attività fisica e magari perdere un po’ di peso (chi è obeso o molto in sovrappeso ha naturalmente la pressione più alta per una questione fisiologica, anche se è giovane), subito giù di pasticche anche lì.

Attenzione, non sto dicendo che se uno ha il colesterolo a 500 e la pressione a 180 non deve fare niente, ovviamente è potenzialmente pericoloso e bisogna fare qualcosa, ma sarebbe meglio anche rendersi conto che:

  • Le medicine ti riportano i valori ad una condizione di normalità ma non intervengono sulla causa del problema (che può essere alimentazione sbagliata, sedentarietà, stress cronico etc): bisogna intervenire sulle cause su cui si puó intervenire invece di fare finta di niente tanto ci sono le pasticche
  • Le pastiglie se non fai qualcosa te le porterai dietro per tutta la vita con tutte le conseguenze del caso perchè pur sempre di farmaci si tratta con i loro effetti collaterali. Le statine per esempio possono avere importanti effetti collaterali sui muscoli e ricordatevi sempre che anche il cuore è un muscolo… (questa cosa l’ho sentita dire da un cardiologo eh)

Ascoltate anche cosa dice il prof. Roy De Vita (riprendendo un discorso del prof. Garattini) riguardo alle statine e al colesterolo: vedi il video su facebook>>

Tutto questo non per dirvi cosa dovete o non dovete fare, ci penserete poi voi col vostro medico a me non interessa, io penso per me.. ma per invitarvi a riflettere sulle conseguenze di decisioni che sembrano ovvie – perchè tutti fanno così – ma che in realtà non lo sono.

Vi voglio anche fare questo esempio, che riguarda mio padre che oggi ha 91 anni.

Lui è andato in pensione a 55 anni, quindi ormai sono quasi più anni che è in pensione rispetto a quelli che ha lavorato ma lasciamo perdere. Mio papà faceva un lavoro sedentario da impiegato peró lui per tutta la sua vita è andato sempre in bicicletta, non ha mai avuto la patente, e anche in ufficio andava in bici avanti e indietro 4 volte al giorno. Quando è andato in pensione stava abbastanza bene, dopo meno di 1 anno però aveva il diabete. E sapete perchè? Perchè dalla bici è passato alla poltrona del salotto a guardare la tv. Ed ancora oggi si fa l’insulina perchè lui non ha mai voluto modificare il proprio stile di vita, continuando a mangiare a 4 palmenti e a bere vino come faceva prima della diagnosi. Non ci è dato sapere come sarebbero andate le cose se avesse fatto diversamente peró il dubbio c’è se mi permettete.

Quando le condizioni di vita cambiano il tuo stile di vita pure deve modificarsi, se volete continuare a stare bene, si chiama adattamento.

L’alternativa è cominciare ad ingoiare pillole, di alcune forse non si potrà anche fare a meno ma di altre forse sì, ve lo siete mai chiesti?

Cosa ho fatto io per cercare di stare un po’ meglio

A parte passare almeno 7/8 mesi all’anno in Liguria ad occuparmi della mia nuova attività, stare all’aria aperta in estate come in pieno inverno, nel corso degli ultimi 15 mesi ho deciso che dovevo perdere un po’ di peso, ma senza fare una dieta dimagrante, che non serve a niente perchè dimagrisci e poi li riprendi tutti con gli interessi. Semplicemente ho modificato la mia alimentazione in una maniera che fosse sostenibile nel tempo (sostanzialmente non mangio più dolci e salumi, e cerco di non mangiare più fuori pasto come facevo prima), ed il risultato è che ho perso 8 kg. Anche il mio colesterolo ringrazia perchè è sceso in maniera considerevole, infatti il medico di base non mi rompe più le balle dicendo che devo prendere le statine (che a me facevano venire un male alle gambe tremendo perciò mi sono rifiutata di continuare a prenderle).

Stessa cosa per il cuore. Soffrivo di extrasistoli dovute allo stress e ad altri fattori, il cardiologo mi ha detto che devo fare attività fisica. Capite, non mi ha dato subito una pasticca ma mi ha detto ti devi muovere. E io ho cominciato e sto meglio, andando semplicemente a camminare almeno 3/4 volte a settimana. Sono piccole grandi cose, potrei andare avanti ancora con altri esempi ma non voglio tediarvi con il mio bollettino medico, è solo per farvi capire che cambiare si puó e si deve.

Tra le altre cose, durante il nostro ultimo viaggio a Panama di febbraio, abbiamo fatto due escursioni a piedi di 2/3 ore di media difficoltà camminando nella foresta tropicale e udite udite… sono sopravvissuta!! hahaha tutto questo mi ha reso molto orgogliosa di me, perchè sono cose che prima non avrei neanche provato a fare.

Non si tratta quindi solo di cambiare lavoro o andare a vivere da un’altra parte, se è vostro desiderio e potete farlo, fatelo, ma si tratta di partire dalle piccole cose di ogni giorno e questo possono farlo tutti, non ci sono scuse. Dobbiamo riconoscere che stiamo diventando un po’ più fragili a causa dei normali cambiamenti fisici dovuti all’età, ma proprio per questo dobbiamo attivarci per prenderci più cura di noi stessi instaurando nuove abitudini, più salutari di quelle di prima.

E se a una certa età comunque qualche aggiustamento farmacologico si renderà forse necessario, almeno avremo iniziato a prendere pillole a 70 o a 80 anni e non a 50, è una differenza abissale non credete?

Eh ma come fare se proprio in base all’elenco di impegni di prima a me sembra di essere più oberato che mai??

Semplice, anche se non facile da fare: bisogna imparare a dire di no.

No al figlio che puó anche farsi la lavatrice da solo.

No al genitore anziano che ti chiama per ogni sciocchezza.

No al capo che vuole farti fare gli ennesimi straordinari per la tua carriera (ma quale carriera?!?)

No e basta.

La vita è fatta di limiti, la vita stessa è limitata, si nasce e si muore. E allora perchè il nostro impegno e la nostra disponibilità con tutti dovrebbero essere senza limiti?

Se non iniziamo noi per primi a prenderci cura di noi stessi, non lo farà nessuno, per un motivo molto semplice: perchè sono tutti lì che al contrario si aspettano le cure da noi. Quello che dobbiamo fare invece è iniziare a rallentare e a passare ad una fase della vita più contemplativa e meno performante, perchè di robe da dimostrare a destra e a manca non ce ne sono più. Quel che è fatto è fatto ormai. Prepararsi ad entrare nella terza fase della propria vita, che prevede il seguente programma:

gioire del presente e di quello che si ha e che ci siamo guadagnati

Possibilmente andando in giro con le proprie gambe e non in sedia a rotelle.

Buona fortuna e buon lavoro (su di sè) a tutti i cinquanta/sessantenni all’ascolto.

PS Ahh come mi è piaciuto scrivere questo articolo, è stato liberatorio 🙂

PS 2: sugli ultimi due punti “incazzarsi di meno” e “non isolarsi” faccio molta più fatica ma ci sto lavorando

4 Commenti

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