Pensieri di una viaggiatrice

Com’è andata l’estate 2020? pensieri sparsi e sondaggio per (ex) viaggiatori

Per me è stata un’estate vissuta ad un ritmo lento, lentissimo, passata interamente nella nostra casa in Liguria (siamo ancora qua da inizio giugno), dedicata al riprendersi dallo stress, al lavoro da remoto e al relax tra il giardino e la vista sul mare. Tutte le giornate le abbiamo passate sempre insieme, Filippo, il gatto ed io, non ci era mai successo di stare così tanto tempo insieme tutti e tre. La nostra piccola oasi di pace ci ha salvato dallo stress accumulato.

Cos’ho fatto quest’estate

Come dicevo prima, abbiamo lavorato da remoto e nei momenti liberi siamo andati in spiaggia quasi normalmente, il nostro posto preferito più vicino è a Portovenere, dove non c’erano restrizioni di nessun tipo nell’accesso alla spiagge libere. In altre come nella vicina Levanto, invece, abbiamo trovato il numero chiuso e l’obbligo di registrarsi con tanto di codice fiscale all’accesso, oppure in altre come a Marina di Carrara in Toscana abbiamo trovato la spiaggia con i “recinti” delimitati da corde e paletti, uno per ogni nucleo familiare. Non ci siamo fatti problemi e siamo andati ovunque.

Abbiamo fatto qualche giretto tra Liguria e Toscana, visitato le cave di marmo ed il borgo di Colonnata nelle Alpi Apuane, alcuni castelli della Lunigiana, ed una Forte dei Marmi molto inusuale, in cui il 4 di agosto non c’era nessuno in giro, una cittadina quasi spettrale.

Non ci siamo fatti mancare poi qualche uscita al ristorante e aperitivo in un paio di bar di nostra fiducia, locali in cui sapevamo per certo che le regole anti Covid erano rispettate scupolosamente.

In generale, abbiamo vissuto alla giornata, prendendo le cose come venivano, anche se come scrivevo in questo post il primo di luglio, all’inizio è stata dura, ero molto agitata e preoccupata, per tutte le cose che secondo me erano “andate storte”, per tutte le incertezze, per il fatto che non riuscivo a prendere le cose così come venivano e basta, io sempre abituata a fare come mi pareva e a programmare con mesi di anticipo. Strano ma vero, sono finalmente riuscita a farmene una ragione, a vivere nel presente e basta. E soprattutto sono riuscita a stare bene, perché tutto questo stressarsi e preoccuparsi per il futuro, beh è umano, ma non fa altro che farci stare ancora peggio.

Abbiamo anche fatto la festa al micio che ha compiuto 18 anni in agosto (la torta poi ce la siamo mangiata noi eh). Da qualche settimana, poi, il soggetto felino ha iniziato anche a uscire a girellare per il giardino, lui che è sempre stato in casa per tutta la vita; è troppo bello vederlo uscire e girare tranquillo tra il rosmarino e l’erbetta.

Viaggi sì e viaggi no

Noi di viaggi veri e propri quindi quest’estate non ne abbiamo fatti, principalmente perché abbiamo dato la priorità a rasserenarci e perché abbiamo la fortuna di avere quest’oasi di pace a disposizione che è la nostra casa in Liguria. Nemmeno abbiamo in programma di viaggiare nei prossimi mesi, anche se ammetto che adesso mi sta tornando la voglia di vedere qualcosa di nuovo, di muovermi un po’. Di solito infatti l’autunno era il nostro momento, i viaggi li facevamo sempre in questo periodo dell’anno, piuttosto che in estate.

Però conosco tante persone che quest’estate invece hanno viaggiato quasi come al solito, anche prendendo aerei, altri che hanno preferito spostarsi con la propria auto, altri ancora che hanno modificato i propri piani ma non hanno rinunciato a “cambiare un po’ aria”, dopo tutti i mesi di panico chiusi in casa, e nessuna di queste persone che conosco è tornata ammalata o si è comportata in maniera irresponsabile. Ed infine conosco anche altri che hanno preferito non muoversi troppo da casa, un po’ per timore, e un po’ perché tanto per un’estate “ci si può anche sacrificare”.

Il ritorno alla “normalità”

Certamente, per un’estate (o meglio, diciamo: per un anno) se non si viaggia in lungo ed in largo per il mondo non succede nulla, ma a questo punto con quali prospettive dobbiamo guardare al futuro? No, perché ieri l’immunologo Anthony Fauci, il numero uno della task force Coronavirus negli Stati Uniti, ha detto che il ritorno alla normalità ci sarà sicuramente, ma – secondo lui – “non prima di Natale 2021”. 🙁 É un sacco di tempo per pensare di continuare a stare chiusi in casa pur di non rischiare nulla, sarebbero quasi due anni dall’inizio della pandemia.

Ma.. wait a moment.. non avevamo detto che bisognava iniziare a conviverci con questo virus?

Io auspico che ci sia la volontà di fare proprio questo, di essere sempre più convinti che bisogna iniziare a convivere con questa situazione, perché il rischio zero nella vita non esiste, e questa non è certo una novità che ci ha portato il Covid, è sempre stato così. Spero che, pur con gradualità ed osservando tutte le cautele necessarie, si possa tornare a fare molte cose, e a farle con un minimo di serenità, perché ne abbiamo veramente tanto bisogno, e anche perché fermarsi completamente per due anni no, proprio non si può. Significherebbe soltanto rimarcare ancora di più che d’ora in poi la nuova “normalità” è diventata vivere con la paura e che gli altri – le altre persone – costituiscono un pericolo. Senza parlare di tutte le ripercussioni sulla sfera economica, delle relazioni sociali e della psiche delle persone.

Viaggiare dovrebbe servire proprio a questo: a superare le proprie paure personali, incontrare gente e culture diverse, sperimentare ed osservare nuovi stili di vita. Queste cose qua, ve le ricordate vero? o sono state spazzate via dalla paura che ci ha indotto questo virus ed ormai ci siamo ridotti in modalità “mera sopravvivenza”? Voglio credere che non sia così e che, ognuno a modo suo, avremo il coraggio, a partire dai prossimi mesi, e senza aspettare la fine del 2021, di riprenderci la nostra serenità e la nostra voglia di muoverci. Io la mia serenità me la sono già ripresa, quest’estate, era in assoluto per me la cosa più importante da fare.

Cosa ne pensate voi che leggete questo blog? cos’avete fatto quest’estate? siete riusciti a rasserenarvi? come vi sentite riguardo al futuro? Se ne avete voglia scrivete nei commenti oppure rispondete al breve sondaggio sottostante, è un sondaggio completamente anonimo di max 15 domande realizzato grazie a Crowdsignal (un servizio di sondaggi offerto da WordPress). Pubblicherò i risultati tra circa un mese, grazie! 🙂 Se hai problemi nella visualizzazione puoi trovare il sondaggio anche a questo link.



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2 Commenti

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