Un solo giorno per visitare una capitale? è decisamente troppo poco. Ma se si tratta di una piccola città, può essere fattibile.

É il caso di Oslo, la capitale della Norvegia, una città di piccole dimensioni le cui attrazioni più interessanti per tutti sono facilmente visitabili anche in un solo giorno, soprattutto d’estate quando le ore di luce sono molte ed il clima migliore permette di passare molto tempo all’aperto.

Cosa vedere a Oslo in 1 giorno.

In occasione del nostro itinerario in Norvegia di una settimana dello scorso luglio, siamo arrivati e ripartiti da Oslo. Prima del volo di ritorno ci siamo presi 1 giornata intera per visitare questa città, che mi è piaciuta molto di più di quanto immaginassi (come è stato per la Norvegia in generale). Durante queste 24 ore siamo riusciti a fare tre cose:

  • una passeggiata per il centro ed il porto di Aker Brygge
  • visitare il Museo delle Navi Vichinghe
  • visitare il Parco delle Sculture di Vigeland.

Dove dormire a Oslo?

Abbiamo dormito per una notte all’hotel Scandic Solli, vicino al Palazzo Reale, un’ottima posizione di partenza per girare la città a piedi. Se avete al seguito la vostra auto potete parcheggiarla nel vicino Solli P-hus, garage coperto a pagamento.

Passeggiare per il centro di Oslo ed Aker Brygge.

Oslo si gira benissimo a piedi e dal nostro hotel in cui siamo arrivati nel tardo pomeriggio, la passeggiata alla scoperta della città è iniziata proprio dal vicino Palazzo Reale, circondato da un grande Parco animato da sculture in bronzo. Da qui si poi prosegue per il centro pedonale ed il porto di Aker Brygge.

Sculture nel Parco del Palazzo Reale di Oslo

La zona portuale di Aker Brygge è molto vivace ed animata d’estate, per i norvegesi infatti questo periodo dell’anno è sinonimo di festa ed ovunque troverete l’augurio di “God Sommer” sotto forma di festoni, scritte luminose e quant’altro (si sa che poi l’inverno quando arriva qua è molto lungo).

Nell’area pedonale ci sono molti negozi e ristoranti, c’è solo l’imbarazzo della scelta per mangiare o prendere un aperitivo. Guardate bene i prezzi esposti, però, per evitare eccessivi salassi. In fondo alla banchina si trovano l’Astrup Fearnley Museet, una collezione privata di arte contemporanea, edificio disegnato da Renzo Piano, ed il parco di sculture Tjuvholmen Skulpturpark. Qui potrete vedere l’opera Eyes di Louise Bourgeois (la stessa artista del “ragno” di Bilbao), con sullo sfono la Fortezza di Akershus, e la scultura (per me troppo buffa!) di Ugo Rondinone “Moonrise.East.November” con cui pure io mi sono fatta la foto.

Ecco alcune altre belle sculture che abbiamo incontrato durante la nostra passeggiata serale, persino le panchine sembravano delle opere di design!

Il Museo delle Tre navi Vichinghe di Oslo

La mattina seguente abbiamo visitato il Museo delle Navi Vichinghe che vale veramente la visita. Quelle che vengono esposte in questo Museo, infatti, assieme a tutte le loro suppellettili, sono 3 navi vichinghe ritrovate quasi intatte nell’area del fiordo di Oslo tra il 1852 ed il 1903. Si tratta dei reperti vichinghi, arrivati fino ai giorni nostri, meglio conservati al mondo.

nave vichinga oslo museo
Nave di Oseberg

Le tre navi ritrovate in queste eccellenti condizioni erano state interrate perchè fungevano da tombe per personaggi illustri, e questo ha contribuito alla loro conservazione. Sono state chiamate con i nomi delle località dove furono rinvenute: Godstadt, Oseberg e Tune.

Una delle tre, la nave di Oseberg, portata alla luce durante gli scavi del 1904, è risultata essere la tomba di due donne, una più giovane e la seconda molto anziana. Dagli esami effettuati pensate che è stato possibile stabilire che quella più anziana era molto malata e doveva aver sofferto molto nell’ultimo periodo della sua vita. Si presume che almeno una delle due donne dovesse avere un ruolo molto importante nella società, forse religioso. Molti oggetti personali tra cui un paio di calzari, bauli, stoffe e persino delle slitte sono stati trovati a bordo delle tre navi, il reperto più prezioso di tutti è però un carro a 4 ruote in legno intarsiato. Alcuni di questi oggetti sono conservati in teche speciali al riparo dalla luce, tanto sono fragili.

Informazioni pratiche: il Museo è piccolo e si visita in poco più di 1 ora, ma è assolutamente straordinario, non perdetevelo. Aperto dalle 9 alle 18 tutti i giorni in estate, si trova sulla penisola di Bygdøy, proprio di fronte ad Aker Brygge, raggiungibile con una corsa in traghetto (oppure con la vostra auto, ovviamente).

Parco delle sculture di Vigeland

Il terzo luogo che vale la pena di visitare a Oslo con così poco tempo è il Parco delle Sculture di Vigeland. Ci siamo recati lì in mattinata dopo aver visitato il Museo delle Navi Vichinghe.

Tutte le sculture di questo grande parco – in bronzo e granito – sono opera dello scultore norvegese Gustav Vigeland che ne ha fatto dono alla città, ed il tema rappresentato è l’Uomo. L’essere umano, uomo, donna e bambino, in tutte le fasi della vita ed in tutte le manifestazioni più varie del suo animo.

La passeggiata si articola su più livelli, passando dal Ponte ai cui lati sono poste delle massicce statue in bronzo, tra le quali quella che mi ha più colpito è l’Uomo che lancia in aria i bambini.

Il Ponte del Parco di Vigeland
fontana parco vigeland oslo
Le sculture della Fontana

Nel secondo “livello” si giunge allo spiazzo della Fontana composta da un’alternanza di figure umane intrecciate ad alberi che richiamano quelli del parco, e che rappresentano le diverse età della vita, dalla nascita alla morte.

Il terzo livello si raggiunge mediante una scalinata ed è quello della terrazza del Monolito, con grandi gruppi scultorei in granito, ed al centro questa incredibile massa di corpi umani che s’intrecciano gli uni agli altri, impressionante.

L’ultimo “livello” si raggiunge salendo una ulteriore scalinata fino a giungere alla scultura detta Livshjulet, cioè il simbolo della Ruota della Vita.

Informazioni per la visita: Il Parco delle Sculture si trova all’interno del Frognerparken e l’accesso è sempre gratuito. Noi ci siamo andati con la nostra auto, ma si può raggiungere dal centro con il tram numero 12.

Per chiudere in bellezza – e per avvicinarci all’aeroporto di Gardemoen – ci siamo recati per il pranzo sulla collina di Grefsenkollen dalla quale, se il meteo lo permette, è possibile avere la vista panoramica sulla città, e dove è presente un ristorante per pranzare. Il nostro saluto alla città di Oslo!


La scultura è da sempre la mia arte figurativa preferita, se poi rappresenta anche la figura umana io vado in estasi! perciò se mi chiedete quanto mi è piaciuta Oslo, dico il massimo, ma credo che potrebbe piacere anche a voi. Una città moderna e a misura d’uomo dove l’arte è dappertutto, con la massima naturalezza, in mezzo alla gente. Non perdetevela!